PRANOPRATICA - UNA DISCIPLINA "DOLCE"

L’obiettivo di ogni medicina è liberare l’uomo dalla malattia, dalla sofferenza e rendergli la salute.
L’obiettivo della medicina allopatica e le medicine naturali é comune, ma i metodi sono diversi, e le differenze derivano dalla diversa concezione dell’uomo, della malattia, della vita.
Le differenze tra le medicine dolci e la medicina ufficiale si evidenziano soprattutto per:
- il modello fisiologico e patologico
- la metodologia
- le basi filosofiche che si applicano alla vita e quindi alla medicina.
Le varie discipline e medicine naturali hanno modelli diversi, ma qualcosa in comune che le differenzia dalla medicina ufficiale.
La medicina allopatica considera l’uomo come un aggregato di molecole che subiscono modificazioni biochimiche, causa di ogni evento fisiologico e patologico. Questo concetto deriva direttamente dalle teorie scientifiche illuministiche e positivistiche. Ma oggi stanno prendendo spazio le energie elettromagnetiche nella diagnostica e nella patologia, e la psicosomatica per gli influssi del pensiero e delle emozioni sulla salute; però non esistono per la medicina ufficiale concetti come energia vitale, energia psichica, prana, ecc.
Ogni giorno di più le scienze stanno scoprendo che la materia è mossa dall’energia e che questa è mossa dal pensiero.

Si sente spesso parlare di ritorno a Ippocrate; i principi della medicina ippocratica erano principalmente tre: "natura medicatrix", "contraria contrariis curantur", "similia similibus curantur"; ma è importante soprattutto il pensiero ippocratico, per il quale nella clinica non poteva esserci altra condotta che non fosse quella dettata dall’esperienza diretta e dal contatto con l’ammalato.
Osservazione ed esperienza, ma soprattutto una concezione globale della malattia, intesa anche come squilibrio tra persona e ambiente, tra la parte e il tutto.
“Come forse tu hai udito da buoni medici, quando uno va da loro malato agli occhi essi gli dicono che non è possibile intervenire per curare i soli occhi, ma che sarebbe necessario curare insieme anche la testa, se si vuole che gli occhi guariscano; e che pensare di curare la testa per sé sola senza tutto il corpo sarebbe follia. Per questa ragione, prescrivendo un regime all’intero corpo si accingono a curare e guarire la parte insieme col tutto. (Platone, dal Prognostico)
È questo il principio al quale si sono attenute e si attengono le metodiche naturali. L’uomo, quindi, è al centro dell’attenzione, e non la malattia.
L’uomo quale microcosmo nel macrocosmo; l’uomo che è sano quando è in armonia energetica, in armonia con se stesso e con ciò che lo circonda: ambiente naturale e ambiente sociale.
L’uomo tra il cielo e la terra come ci tramanda il taoismo.
Tutte le teorie naturali ci portano al concetto dell’intrinseca saggezza del corpo, della mente e dello spirito; il benessere naturale si basa sul principio che l’organismo umano possiede la capacità innata di proteggersi, regolarsi, adattarsi e curarsi da solo. Ogni organismo possiede un meccanismo di difesa che è la capacità di conservare l’equilibrio interiore e di mantenere costanti le condizioni dell’ambiente interno nonostante influssi dell’ambiente esterno che cercano di sconvolgerlo; questa capacità dell’organismo è nota sotto il nome di omeostasi.
La Pranopratica adopera come mezzi le forze della natura: le energie del cielo e della terra e le energie dell’uomo. Per arrivare al fine: armonia nell’uomo, armonia tra l’uomo e il tutto.

Per il pranopratico è essenziale riportare con dolcezza, amore e assistenza psicologica e umana, il soggetto ad uno stato di salute e di armonia usando metodi non invasivi e soppressivi, ma energetici, in linea con le forze di difesa naturali proprie del corpo (vis medicatrix natura), procurando così un benessere, sia mentale che emozionale e fisico, duraturo, dolce e privo di effetti collaterali spiacevoli.

Il pranopratico è di certo una persona fuori dal comune, non perché eccezionale, ma perché in linea con la sua vera natura di uomo. A me piace definirlo come ricercatore, ricercatore dello spirito, dell’anima, del corpo; in continuo stato di tranquillità e di pace, ma anche in continuo tumulto con se stesso per la continua ansia, sempre presente, per la ricerca del benessere dell'individuo.