I FIORI DI BACH

E. Bach, medico gallese (1886-1936), lavorando in ospedale osservò che i suoi pazienti reagivano in modo diverso e in modo individuale di fronte alla malattia e come i differenti comportamenti incidessero sul decorso stesso.
Per tale ragione indirizzò tutte le sue ricerche più sulla reazione emotivo - mentale delle persone che sul sintomo.
Il passo successivo del suo lavoro si sintetizzò nei seguenti quesiti:
- può uno stato emotivo produrre o indurre un sintomo?
- come potremmo intervenire sul livello emotivo per evitare malesseri fisici?

L’approccio analitico a cui spesso siamo abituati, ci limita e ci impedisce di coglierne i legami ed i collegamenti, ma se utilizziamo il sistema analogico diventa tutto molto più semplice.
La malattia, per Bach, è il risultato finale di un conflitto tra lo Spirito (Anima) e la Mente.
Secondo Bach, ognuno di noi ha una missione divina e spirituale da realizzare sulla Terra.
Ciò non vuol dire che bisogna ritirarsi in convento o compiere cose eccezionali, invece vuole dire che bisogna vivere tutto ciò che facciamo con gioia e amore, nella realizzazione di cose semplici o importanti che siano, perché anche l’atto più piccolo ha un suo profondo significato divino.
Spirito e Mente devono quindi lavorare e vibrare all’unisono, in perfetta sinergia, obbedendo ai dettami della propria anima che è consapevole dello scopo della propria vita su questa terra.
Solo così il corpo fisico sarà la manifestazione evidente e tangibile della nostra armonia interiore e quindi in stato di equilibrio e di benessere.
Dopo aver raggiunto tale consapevolezza E. Bach arrivò alla conclusione che “la malattia non esiste, esistono solo degli uomini malati”.
La malattia non ha funzione punitiva o crudele ma ci indica i nostri difetti, impedendoci così di perseverare nell’errore.
“La malattia non è una crudeltà in se stessa
né tantomeno una punizione,
è solo ed esclusivamente un correttivo,
uno strumento del quale la nostra anima si serve
per additarci i nostri errori,
per impedirci di commettere sbagli più gravi.
per evitarci di suscitare ombre
e per rimetterci sulla via della verità e della luce,
dalla quale non avremmo mai dovuto allontanarci.”
(E. BACH)

Gli errori non vanno interpretati in modo drammatico e non sono poi così terribili, sono infatti soltanto la verifica o la spia che ci di comunica che qualcosa nel quale credevamo è risultato non corretto, non necessario, insomma ingiusto e ci spingono ad andare verso un gradino di crescita.
Bach iniziò a cercare e a studiare tutto ciò che in natura agiva sull’essere umano e arrivò alla conclusione che alcune piante avevano racchiuse nella loro infiorescenza “capacità vibratorie” che avevano la potenzialità di aiutare l’essere umano.
Scoprì, inoltre, che esisteva una precisa correlazione tra emozioni e fiori.
Con una tecnica personale di estrazione, creata attraverso la sperimentazione, preparò dei rimedi con delle proprietà in grado di aiutare le persone a ritrovare il proprio equilibrio emotivo.
Alla fine della sua vita Bach lasciò 38 rimedi con caratteristiche peculiari.
Sono infusioni naturali estratte da fiori silvestri della regione del Galles, Gran Bretagna,
eccetto Cerato (fiore originario del Tibet), Vine (fiore di vite proveniente dalla Svizzera), Olive (fiore d’ulivo di origine italiana) e Rock Water che è acqua di una sorgente locale.
La funzionalità di questi infusi floreali oggi è ovunque conosciuta; è da precisare che non vanno considerati medicamenti né possiedono proprietà terapeutiche o curative perché non “curano”, come quanto detto prima, ma riarmonizzano o riequilibrano l’individuo nella sua totalità.
Il dott. Bach ci lasciò questi fiori per intervenire negli stati emotivi negativi fondamentali: paura, indecisione, rabbia, rancore, ipersensibilità, pessimismo, ecc.
Grazie all’assunzione dei fiori, queste emozioni distorte, negative e distruttive vengono elaborate, superate e sostitute con pensieri positivi e comportamenti costruttivi.
Essi sono, quindi, in grado di riequilibrare disordini della personalità o disturbi comportamentali
Possono essere assunti singolarmente o in associazione, a seconda degli stati d’animo e delle necessità individuali. Si può dire, in sintesi, che ciascuno dei rimedi armonizza uno specifico stato emozionale e comportamentale permettendo all’individuo di sviluppare, ritrovare ed esprimere le proprie risorse vitali ed innate capacità di adattamento.

Da quanto detto si capisce come siano importanti tali rimedi nella pratica quotidiana della professione dell’Operatore delle Discipline Bio-Naturali.
Perché il Bio-Naturopata ha come obbiettivo, come operatore nel campo della salute e del benessere, di accompagnare, chi si rivolge a lui in un percorso che lo conduca, sostanzialmente, a migliorare la propria qualità di vita.
È una disciplina da inserire nella rosa delle tecniche naturali da proporre per il riequilibrio energetico che permette, all’operatore, di ottenere grandi risultati.

Angelo Ferri
Bio-Naturopata
Insegnante dell’A.MI. University