La cromoterapia è una disciplina che si basa sulla luce e sulle sue differenziazioni cromatiche: i colori. In pratica può essere chiamata “terapia del colore”.
Prima di procedere ad analizzare i colori, cerchiamo di spiegare, in modo molto semplice, che cos’è la luce.
Soprassediamo alle varie teorie sull’origine dell’Universo, siano esse dettate dalla fede oppure dalle ipotesi scientifiche; c’è stato comunque un momento in cui l’Universo si è formato: ebbene, nel momento stesso in cui è esistita la materia si è manifestata anche la luce. Non sarebbe facile immaginare masse di materia in fase di evoluzione, corpi che si trasformano, insomma processi fisici o chimici in atto, senza ammettere che da essi venga sprigionata energia; e l’energia non si accumula indefinitamente sul corpo che l’ha generata, ma viene irradiata attraverso lo spazio circostante.
Possiamo dire in parole povere che la luce è l’energia sprigionata da un corpo in trasformazione. La luce è dunque una forma di energia raggiante.
La luce (e il calore) che meglio conosciamo, e che permette la vita sulla terra, è quella del Sole.
La luce quindi viaggia nello spazio, sotto forma di onde elettromagnetiche.
Poiché non stiamo parlando di fisica, non ci inoltreremo a spiegare che cos’è un’onda elettromagnetica. A noi basta sapere che la luce visibile è appunto un particolare tipo di onda elettromagnetica.
Altri tipi di onde elettromagnetiche sono le onde radio, il calore, i raggi X e i raggi ultravioletti.
Come ogni altro tipo di onda elettromagnetica, la luce visibile non è altro che la testimonianza esteriore di processi di trasformazione della materia nei quali viene liberata energia. Processi che possono essere chimici (come una fiamma che brucia), fisici (fulmine, lampade) o termonucleari (come nel Sole – atomi di idrogeno fondono insieme creando continuamente atomi di elio = processo di fusione nucleare) Dunque luce e energia, ed energia e materia : aspetti inscindibili di un’unica realtà.
Sempre quindi ritorniamo al significato di energia come energia vitale, sostanza fondamentale dell’Universo e, di conseguenza, alle filosofie orientali, in cui si parla di Prana, o di QI.

LUCE E COLORE

Le proprietà delle onde elettromagnetiche sono definite dalla loro frequenza (numero di oscillazioni compiute in un secondo dai campi elettrico e magnetico), cioè dalla loro lunghezza d’onda. La luce del Sole contiene tutte le frequenze che il nostro occhio può vedere, più le componenti infrarosse e ultraviolette, ma a noi appare bianca. Quando ci si limita alla regione della luce visibile, tra 380 e 760 nm, la proprietà che più evidentemente varia con la lunghezza d’onda è quella che, al nostro occhio, appare come colore.
Sebbene il numero dei colori sia infinito, perché possiamo pensare di suddividere l’intervallo di lunghezze d’onda tra 380 e 760 nm in intervalli sempre più piccoli, la sensazione visiva per l’occhio si può ridurre a sei famiglie di colori principali, i colori dell’iride: rosso, arancione, giallo, verde, blu e violetto (Newton parlò di sette colori, perché tra l’azzurro e il violetto credette di distinguere anche l’indaco; come settimo colore possiamo considerare il bianco, che è la somma di tutti gli altri).
I colori che possiedono una tinta sono detti cromatici; sono acromatici il bianco (miscela di tutte le tinte), il nero (che corrisponde all’assenza di luce) e il grigio (miscela di bianco e di nero).
La colorazione di un corpo o di una sostanza dipende dalla sua struttura molecolare che assorbe determinate frequenze e ne riflette altre; la parte non assorbita, quella che la sostanza riflette, la percepiamo come colore.

Elena Pagliuca per A.MI. University

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