L’Ikebana (ike=percorso, bana=fiori) è l’Arte floreale giapponese che esprime con garbo e minimalismo l’eleganza nipponica. Non si tratta solo di sistemare dei fiori in un vaso, ma di creare un’opera viva che trasmette messaggi filosofico-spirituali attraverso la delicata e simbolica disposizione dei fiori. Questa disciplina si è sviluppata grazie all’amore che i giapponesi hanno, da sempre, per il Mondo Naturale. Generalmente, ci si entusiasma dinanzi alla Bellezza della Natura, ma in Giappone questa emozione va oltre perché lo Shintoismo, la religione nativa animista, vede negli Elementi Naturali la presenza stessa delle Divinità. Il contatto con la breve vita di un fiore fa apprezzare la pienezza di ogni istante.
Il punto cardine dell’Ikebana è la rappresentazione e la contemplazione dell’impermanenza.
Questa antica Arte vede i suoi albori intorno al VI sec. grazie ai monaci Buddisti da poco introdotti in Giappone. Era una disciplina spirituale che educava gli adepti a raggiungere l’equilibrio interiore e annullare gradualmente la propria individualità al fine di identificare sé stessi con il principio della Sacralità.
Nell’Ikebana, il fiore cambia status: da Natura ad opera d’Arte. Il fiore ci dona la sua Bellezza, si rende sacro, per insegnarci che il “dare” è il superamento degli attaccamenti e delle paure. Ogni fase del divenire lascia la precedente, la gemma diviene bocciolo, il bocciolo diviene fiore maturo per poi appassire e seccare, ma non si dissolve nel nulla, si trasforma in humus fertile, si rinnova e rinasce.
In ogni opera viene simboleggiato l’Effimero e l’Eterno: la bellezza effimera dei fiori recisi e il suo opposto complementare l’eterno divenire.
I Maestri dell’Ikebana impartivano regole e passaggi spirituali ed estetici ben precisi: i discepoli prima di arrivare alla realizzazione della composizione si dedicavano con pazienza allo studio e alla contemplazione della Natura.
Prima di ogni opera era necessario prepararsi con una meditazione per raggiungere distensione fisica, tranquillità mentale e spirituale. Ogni gesto avveniva in condizioni ascetiche: fiori, foglie, bacche, radici, arbusti venivano avvicinati con religioso rispetto e accuratamente raccolti seguendo il divenire delle stagioni.La scelta del contenitore è altrettanto delicata: coppe e vasi di terracotta o di ceramica ai quali dare forme, colori, consistenze e proporzioni in linea con il contenuto.
Estratto dall’elaborato finale di Anna B.
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