A PROPOSITO DELLA DIGITOPRESSIONE ...

Per la Medicina Tradizionale Cinese la malattia è la manifestazione di un processo instabile, uno schema di relazione disarmonica; quando le difese sono indebolite e le risorse esaurite, una molteplicità di fattori concorre a consentirla.

Attraverso diversi approcci operativi si tende a ripristinare le capacità di recupero e le forze del corpo che costituiscono la condizione della salute.
Se si riorganizza lo schema esistente di disarmonia in uno schema di relazione armonico, la causa originale della malattia potrebbe regolarizzarsi perché le condizioni nelle quali era radicata cessano di esistere.
 
“l’uomo non è malato perché ha una malattia, ma ha una malattia perché è malato”
 
Se la causa del problema è intesa come squilibrio, l'obiettivo del trattamento è recuperare equilibrio. I problemi vengono risolti con il metodo della complementarità.
Per risolvere le condizioni di freddo, applichiamo calore; per risolvere il calore, applichiamo fresco. Stimoliamo il movimento per alleviare il ristagno e riduciamo la dispersione per proteggere le forze esaurite. Disperdiamo l'eccesso, rinforziamo la debolezza, inumidiamo la secchezza, dreniamo l'umidità.
La digitopressione regola l'intensità e il flusso del Qi nei canali, e questo a sua volta influenza la circolazione di sangue e umidità e la funzione degli organi e dei visceri (anatomia MTC): la digitopressione evoca la risposta autoregolante dell'organismo a riorganizzare e rifornire il Qi, l'Umidità e il Sangue; svolge il compito di riorganizzare l'ambiente interno, ottimizzando la flessibilità e l'adattabilità dell'organismo.
Soprattutto ricordiamo che ci sono tanti approcci quanti sono gli individui; ci sono moltissime combinazioni di punti per soddisfare le necessità delle diverse persone. L’operatore combina schemi di punti per ristabilire l'armonia e mantenere l'integrità secondo la persona che ha davanti, e non secondo la malattia.
La M.T.C. non separa il problema dalla persona che ce l'ha: questo è insieme la sua forza e la sua debolezza, perché non può e non vuole essere oggettiva e quindi “scientifica”.